Faccio qui un copincolla di ciò che Jinzo e Grendel hanno già detto molto meglio di quanto potrei fare io. Sottoscrivo ogni parola. Per chiarezza, in corsivo le parole di Grendel, in grassetto le parole di Jinzo. Ho dovuto tagliare qualcosa per brevità, e me ne scuso con gli autori. I post originali sono comunque linkati ai rispettivi nomi. I link originali dei post vengono mantenuti (se splinder avrà pietà...). Se qualcuno dei lettori è interessato all’iniziativa e condivide i principi qui sommariamente esposti, può approfondire seguendo i link ed eventualmente contattare i bloggers che preferisce, così come direttamente Arturo Diaconale all’indirizzo diaconale@opinione.it.
“Per iniziativa di Jinzo di Italian Libertarians parte il progetto di formare, o meglio riunificare un futuro partito dei liberali. Un iniziativa "dal basso" come si suole dire, alla quale le adesioni si moltiplicano di giorno in giorno.
Un punto di raccolta per i "felici pochi" rimasti, sperando che molti altri, che magari pensavano ai liberali come a qualcosa del passato, come i livellatori o i girondini (due esempi a caso), possano scoprirsi fautori della ragione e del "Common Sense", come ho visto piacevolmente succedere in quest'ultimo anno o poco meno.
Tra le adesioni, quella di Arturo Diaconale. Nel suo articolo dedicato all'iniziativa pone tre condizioni, condivisibilissime, alle quali aggiungo una personale preghiera.
Anche se il buon senso, la ragione e finanche la storia sono dalla parte dei liberali, cedere alla tentazione di comportarsi da "áristos" della politica, rinchiudersi in un palazzo dorato, è per me la scorciatoia per il suicidio. Ed è già successo.
Molto abbiamo da imparare dall'esperienza dei "Founding Fathers", e dalle pessime prove di chi qui in Europa ha voluto imitarli, una delle più importanti è la capacità di ridurre la distanza tra il pensiero e l'azione. Mentre la vecchia e saggia Europa ha speso secoli ad elucubrare e rimuginare teorie su teorie, chi non ha esitato a metterle alla prova - anche sulla propria pelle - sono stati proprio i coloni del Nuovo Mondo (forse questo è uno o IL motivo della spocchia con cui la "Old Europe" tratta le questioni provenienti da oltreatlantico: viste le conseguenze, da due secoli a questa parte, la spocchia è quantomeno ingiustificata, se non proprio inopportuna).
Inoltre, chi scrive ritiene che la politica in questo paese abbia bisogno di un urgente aggiornamento, a cominciare dal linguaggio.
E' necessario imparare a parlare daccapo. Imparare a parlare da cittadini, non da Arconti, e non certo di sesso degli angeli. Mi permetto di suggerire il recupero del linguaggio dei "Founding Fathers". Anche se a prima vista può apparire démodé, il fatto che per due secoli sia rimasto soffocato da cannonate, invocazioni e imprecazioni di ogni ordine e grado che noi "vecchi saggi" abbiamo partorito, può farlo risultare come un assoluta novità. Una piacevole novità, visto che quello è il linguaggio che parla di diritti, di libertà, di proprietà, di felicità. (Grendel)
“Per noi liberali è inutile pensare di poter incidere sulla scena politica senza avere un minimo di organizzazione, con la presunzione di rimanere frammentati e distinti nella miriade di particolarismi di ogni singolo gruppo. Il mancato rispetto degli accordi da parte di Forza Italia ha escluso sistematicamente le nostre liste da gran parte delle regioni italiane. L'idea di poter continuare a fare politica, aggrappati ad un partito come Forza Italia, che ha scelto la conservazione, soffocando la persino la propria corrente liberale, in favore di quella socialista e democristiana, risulta a tutti gli effetti impraticabile. Serpeggia di conseguenza, nei forum, nei blog e persino sulla strada, un'idea ambiziosa nata dalla base liberale: fondare un partito politico che riunisca la diaspora liberale in un solo soggetto politico, collocato ovviamente nel centro destra, che abbia la capacità di ottenere una buona rappresentanza e visibilità politica, e che possa continuare a lottare in questo modo contro la sinistra più anticapitalista ed antioccidentale d'Europa, senza allo stesso tempo dover rendere conto ai conservatori del proprio operato. Un partito autonomo, ma schierato sempre dalla parte dell'Occidente, e cioè con la destra. C'è chi, tra i militanti liberali, definisce questo progetto come la "Rosa nel Pugno di destra". Ed in effetti la definizione calza a pennello: la nostra proposta è esattamente speculare a quella di Pannella-Boselli. La Rosa nel Pugno è il partito dell'unità Socialista nel centro sinistra. Noi vogliamo il partito dell'unità liberale nel centro destra. Ci proponiamo dunque di chiamare a raccolta il Partito Liberale Italiano, i Salmoni Radicali, i Repubblicani di La Malfa, i Liberali per l'Italia Destra Liberale e tutti coloro che si ispirano a principi autenticamente liberali Marco Taradash è già a conoscenza della proposta. Sembra che sia già in cantiere un accordo tra liberali, salmoni e repubblicani per le amministrative di maggio, ma tutti quanti vorremmo che esso si concretizzasse nella nascita di un nuovo soggetto politico a lungo termine”. (Jinzo)



