mercoledì, 16 novembre 2005

... e sull'imbroglio mediatico della TV di propaganda.

Armi chimiche a Falluja e in Irak sganciate dagli americani? Non scherziamo. Il documentario trasmesso da Rai-News24 non dimostra assolutamente nulla, anzi. Il video comincia con immagini di repertorio sul Vietnam,dove in effetti furono largamente utilizzati sia il napalm sia agenti defolianti. Ma il napalm nell’ultima guerra in Irak non è mai stato impiegato. Il napalm è uscito dagli arsenali statunitensi nel 2001. In ogni caso non si trattava certo di armi chimiche. È stato invece impiegato il «parente» moderno del napalm, la bomba incendiaria Mk 77 Mod.5 da 340 kg, sganciata dai piloti degli Harrier dei Marines contro le truppe irachene nel corso dei combattimenti nel marzo del 2003. Sono armi che svolgono la stessa funzione, ma non sono la stessa cosa, la composizione è diversa. Si tratta di bombe studiate per attaccare obiettivi areali, estesi, il cui uso in combattimento non è proibito da nessuna convenzione internazionale. La Cwc, Convenzione per la messa al bando di alcune armi convenzionali, del 1980, si limita, al Protocollo III,a bandire l'uso di armi incendiarie contro i civili non contro obiettivi militari. Peraltro questo Protocollo non è stato ratificato dagli Usa. Si parla in ogni caso di armi incendiarie, non di armi chimiche,perché altrimenti anche una bottiglia molotov diventerebbe un'arma chimica e chi la lancia un criminale di guerra. Il filmato poi si occupa del Wp, il famigerato fosforo bianco. Cominciamo col dire che la «pistola fumante», la sequenza incriminata in cui un velivolo lancerebbe armi misteriose non dimostra alcunché. Basta guardare le immagini riferite all’esplosione di munizioni convenzionali o fumogene o esplosive/incendiarie per convincersene.Né dimostrano qualcosa le crude immagini dei corpi carbonizzati,con parte dei propri abiti indosso e senza apparenti ferite di armi da fuoco: non c’è alcun referto medico e nessun cadavere è stato sottoposto a un esame patologico. Inoltre chi ci assicura che quei corpi si trovassero a Falluja? L'impiego del munizionamento al fosforo come arma incendiaria era un tempo molto comune: durante la Seconda guerra mondiale intere città giapponesi furono trasformate in roghi da spezzoni e bombe incendiarie, così come accadde a diverse città della Germania. Bombe del genere furono anche lanciate contro l'Italia. E nessuno ha mai lontanamente sostenuto che si trattasse di armi chimiche. Oggi invece il fosforo bianco, così come il fosforo rosso, è utilizzato come munizionamento fumogeno, illuminante o per «marcare» un bersaglio, nel munizionamento tracciante. Ed è anche usato in agricoltura, nei fertilizzanti e nei normali fuochi d'artificio. L'effetto incendiario esiste,ma è secondario. Tanto è vero che il munizionamento in questione non è proibito dalla Convenzione Onu ed è utilizzato praticamente da tutti gli eserciti di questo mondo. A Falluja i marines ne hanno fatto uso in misura limitata, certamente con l'artiglieria a terra, forse anche da bordo di velivoli che sostenevano l'azione dei commilitoni sul terreno. In qualche caso, sporadico, il Wp, Willy pete, è stato utilizzato per ottenere un effetto psicologico: doveva spaventare gruppi di guerriglieri trincerati e forzarli ad abbandonare i rifugi, in modo di poterli attaccare con proiettili ad alto esplosivo. Comunque, impiegare il munizionamento al fosforo come arma diretta per sfruttare l'effetto secondario incendiario sarebbe del tutto improprio e inefficace: visto che la munizione ha uno scopo diverso e non è così letale. Soprattutto, negli arsenali esistono munizioni specifiche per attaccare bunker o trincee o bersagli estesi molto più micidiali: testate a dispersione di vario tipo, testate termobariche, Fae(Fuel air explosive). Per non parlare del fatto che l'impiego di munizionamento al fosforo va limitato a causa della tossicità. I comandanti americani non volevano correre rischi inutili, perché a Falluja c'erano e ci sono restati a lungo, migliaia di soldati americani e iracheni, mentre dopo la fine delle ostilità sono tornati ad abitarvi centinaia di migliaia di civili. Per gli stessi motivi l'impiego di qualunque altra arma chimica con un minimo di persistenza non può che essere escluso a priori. Nessuno al Pentagono vuole una nuova «sindrome del Golfo». Quindi niente armi chimiche americane in Irak. Gli Usa hanno sottoscritto la apposita convenzione, hanno rinunciato alle armi chimiche e stanno distruggendo i propri arsenali eredità della guerra fredda. In Irak c'è però chi ha usato indiscriminatamente le armi chimiche, anche contro i civili: Saddam Hussein e i suoi accoliti, che dovranno rispondere molto presto anche di questo.

Andrea Nativi, da "Il Giornale", 16 novembre 2005.

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domenica, 13 novembre 2005

Il Consiglio di Sicurezza,

Ricordando tutte le sue precedenti risoluzioni pertinenti, in particolare le sue risoluzioni 661(1990) del 6 agosto 1990, 678 (1990) del 29 novembre 1990, 686 (1991) del 2 marzo 1991, 687 (1991) del 3 aprile 1991, 688 (1991) del 5 aprile 1991, 707 (1991) del 15 agosto 1991, 715 (1991) dell'11 ottobre 1991, 986 (1995) del 14 aprile 1995, e 1284 (1999) del 17 dicembre 1999, e tutte le dichiarazioni pertinenti del suo Presidente,

Ricordando inoltre la sua risoluzione 1382 (2001) del 29 novembre 2001 e la sua intenzione di dare a essa piena attuazione,

Riconoscendo la minaccia che l'inadempienza dell'Iraq verso le risoluzioni del Consiglio e la sua proliferazione di armi di distruzione di massa e di missili a lunga gittata pongono per la pace e la sicurezza internazionale,

Ricordando che la sua risoluzione 678 (1990) autorizzava gli Stati membri a fare uso di tutti i mezzi necessari per sostenere e attuare la sua risoluzione 660 (1990) del 2 agosto 1990 e tutte le risoluzioni pertinenti ad essa successive e per ripristinare la pace e la sicurezza internazionale nell'area,

Ricordando inoltre che la sua risoluzione 687 (1991) ha imposto degli obblighi all'Iraq come passo necessario per il raggiungimento del suo obiettivo dichiarato di ripristinare la pace e la sicurezza internazionale nell'area,

Deplorando il fatto che l'Iraq non ha fornito una dichiarazione accurata, piena, definitiva e completa, come richiesto dalla risoluzione 687 (1991), di tutti gli aspetti dei suoi programmi per lo sviluppo di armi di distruzione di massa e missili balistici con gittata superiore ai 150 km, e di tutti i possessi di tali armi, dei loro componenti e impianti di produzione e ubicazioni, come pure di tutti gli altri programmi nucleari, compresi quelli che esso sostiene essere a scopi non collegati a materiale impiegabile per armi nucleari,

Deplorando inoltre che l'Iraq abbia ripetutamente ostacolato l'accesso immediato, senza condizioni, e senza restrizioni ai siti designati dalla Commissione Speciale delle Nazioni Unite (UNSCOM) e dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA), non abbia cooperato pienamente e senza condizioni con gli ispettori dell'UNSCOM e dell'IAEA, come richiesto dalla risoluzione 687 (1991), e alla fine abbia cessato ogni cooperazione con l'UNSCOM e l'IAEA nel 1998,

Deplorando l'assenza, dal dicembre 1998, in Iraq di monitoraggio, verifica e ispezione internazionale, come richiesto dalle risoluzioni pertinenti, delle armi di distruzione di massa e dei missili balistici, nonostante le ripetute richieste da parte del Consiglio perché l'Iraq fornisca accesso immediato, senza condizioni e senza restrizioni alla Commissione di Monitoraggio, Verifica e Ispezione delle Nazioni Unite (UNMOVIC), creata nella risoluzione 1284 (1999) come organizzazione che succede all'UNSCOM, e all'IAEA, e rammaricandosi per il conseguente prolungarsi della crisi nella regione e per la sofferenza del popolo iracheno,


Deplorando anche che il Governo dell'Iraq non abbia adempiuto ai suoi impegni ai sensi della risoluzione 687 (1991) rispetto al terrorismo, ai sensi della risoluzione 688 (1991) di porre fine alla repressione della sua popolazione civile e di fornire accesso da parte delle organizzazioni umanitarie internazionali a tutti coloro che necessitano di assistenza in Iraq, e ai sensi delle risoluzioni 686 (1991), 687 (1991), e 1284 (1999) di restituire o cooperare nel dar conto dei cittadini del Kuwait e di paesi terzi detenuti illegalmente in Iraq, o di restituire i beni del Kuwait illegalmente confiscati dall'Iraq,

Ricordando che nella sua risoluzione 687 (1991) il Consiglio ha dichiarato che un cessate il fuoco sarebbe stato basato sull'accettazione da parte dell'Iraq delle disposizioni di quella risoluzione, compresi gli obblighi per l'Iraq in essa contenuti,

Deciso a garantire una piena e immediata adempienza da parte dell'Iraq verso i suoi obblighi in base alla risoluzione 687 (1991) e altre risoluzioni pertinenti senza condizioni o restrizioni, e ricordando che le risoluzioni del Consiglio costituiscono il parametro fondamentale dell'adempienza dell'Iraq,

Ricordando che il funzionamento efficace dell'UNMOVIC, come organizzazione che succede alla Commissione Speciale, e dell'IAEA è essenziale per l'attuazione della risoluzione 687 (1991) e di altre risoluzioni pertinenti,

Facendo rilevare che la lettera datata 16 settembre 2002 del Ministro degli Esteri iracheno indirizzata al Segretario Generale è un primo passo necessario verso la rettifica del fatto che l'Iraq continua a essere inadempiente nei confronti delle pertinenti risoluzioni del Consiglio,

Facendo rilevare inoltre la lettera datata 8 ottobre 2002 del Direttore Esecutivo dell'UNMOVIC e del Direttore Generale dell'IAEA al Generale al-Saadi del Governo dell'Iraq che espone gli accordi pratici, come seguito al loro incontro di Vienna, i quali sono requisiti preliminari per la ripresa delle ispezioni in Iraq da parte dell'UNMOVIC e dell'IAEA, ed esprimendo la più grave preoccupazione per il fatto che il Governo dell'Iraq continua a non fornire conferma degli accordi come esposti in quella lettera.

Riaffermando l'impegno di tutti gli Stati membri nei confronti della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iraq, del Kuwait, e degli stati vicini,


Elogiando il Segretario Generale e i membri della Lega degli Stati Arabi e il suo Segretario Generale per i loro sforzi a questo proposito,

Deciso a garantire piena adempienza alle sue decisioni,

Agendo in base al Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite,


1. Decide che l'Iraq è stato e rimane in violazione sostanziale dei suoi obblighi in base alle risoluzioni pertinenti, compresa la risoluzione 687 (1991), in particolare attraverso la sua non cooperazione con gli ispettori delle Nazioni Unite e l'IAEA, e il non completamento delle azioni richieste in base ai paragrafi da 8 a 13 della risoluzione 687 (1991);

2. Decide, riconoscendo il paragrafo 1 di cui sopra, di offrire all'Iraq, mediante questa risoluzione, una ultima opportunità di adempiere ai suoi obblighi sul disarmo sulla base delle risoluzioni pertinenti del Consiglio; e di conseguenza decide di istituire un regime potenziato di ispezioni allo scopo di portare a compimento completo e verificato il processo di disarmo istituito dalla risoluzione 687 (1991) e dalle successive risoluzioni del Consiglio;

3. Decide che, per iniziare ad adempiere ai suoi obblighi sul disarmo, oltre a presentare le dichiarazioni semestrali richieste, il Governo dell'Iraq deve fornire all'UNMOVIC, all'IAEA, e al Consiglio, non più tardi di 30 giorni dalla data di questa risoluzione, una dichiarazione accurata, piena e completa a oggi di tutti gli aspetti dei suoi programmi di sviluppo di armi chimiche, biologiche e nucleari, missili balistici, e altri sistemi di lancio come veicoli aerei senza pilota e sistemi di dispersione ideati per l'utilizzo su aerei, compreso qualunque possesso e l'ubicazione esatta di tali armi, componenti, sub-componenti, stock di agenti, e materiali e attrezzature relative, l'ubicazione e l'opera dei suoi impianti per la ricerca, lo sviluppo e la produzione, come pure di tutti gli altri programmi chimici, biologici e nucleari, compreso qualunque esso sostenga essere a scopi non connessi a materiali o produzione per armamenti;

4. Decide che dichiarazioni false o omissioni nelle dichiarazioni presentate dall'Iraq ai sensi di questa risoluzione e l'inadempienza nei suoi confronti in qualunque momento da parte dell'Iraq nonché la sua non piena cooperazione nella sua attuazione costituiscono una ulteriore violazione sostanziale degli obblighi e saranno riferite al Consiglio per una valutazione conformemente ai paragrafi 11 e o 12 di cui sotto;

5. Decide che l'Iraq fornirà all'UNMOVIC e all'IAEA accesso immediato, senza ostacoli, senza condizioni e senza restrizioni a qualunque e a tutte le aree, comprese quelle sotterranee, impianti, edifici, attrezzature, documenti e mezzi di trasporto che essi desiderino ispezionare, come pure accesso senza ostacoli, senza restrizioni e privato a tutti i funzionari e altre persone che l'UNMOVIC o l'IAEA desiderino intervistare nella maniera o nella sede scelta dall'UNMOVIC o dall'IAEA conformemente a qualunque aspetto dei loro mandati; decide inoltre che l'UNMOVIC e l'IAEA possono a loro discrezione condurre interviste dentro o fuori l'Iraq, possono facilitare il viaggio degli intervistati e di loro familiari fuori dall'Iraq, e che, a sola discrezione dell'UNMOVIC e dell'IAEA, tali interviste possono svolgersi senza la presenza di osservatori del governo iracheno; e incarica l'UNMOVIC e chiede all'IAEA di riprendere le ispezioni non più tardi di 45 giorni dall'adozione di questa risoluzione e ad aggiornare il Consiglio 60 giorni dopo;

6. Approva la lettera dell'8 ottobre 2002 del Direttore Esecutivo dell'UNMOVIC e del Direttore Generale dell'IAEA al Generale al-Saadi del Governo dell'Iraq qui allegata, e decide che i contenuti di questa lettera devono essere vincolanti per l'Iraq;

7. Decide inoltre che, in considerazione della prolungata interruzione della presenza dell'UNMOVIC e dell'IAEA da parte dell'Iraq, e affinché esse portino a termine i compiti esposti in questa risoluzione e in tutte le precedenti risoluzioni pertinenti, e nonostante intese precedenti, il Consiglio con la presente stabilisce le seguenti autorizzazioni rivedute o supplementari, che saranno vincolanti per l'Iraq, per facilitare il loro lavoro in Iraq:

-- L'UNMOVIC e l'IAEA determineranno la composizione delle loro squadre di ispettori e garantiranno che queste squadre siano composte dagli esperti più qualificati e competenti disponibili;

-- Tutto il personale dell'UNMOVIC e dell'IAEA godrà dei privilegi e delle immunità corrispondenti a quelle degli esperti in missione, previste nella Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite e nell'Accordo sui privilegi e le immunità dell'IAEA;

-- L'UNMOVIC e l'IAEA avranno diritti di ingresso senza restrizioni dentro e fuori l'Iraq, il diritto di muoversi liberamente, senza restrizioni e immediatamente verso e dai siti oggetto di ispezioni, e il diritto di ispezionare qualsiasi sito ed edificio, compreso l'accesso immediato, senza ostacoli, senza condizioni e senza restrizioni ai siti presidenziali pari a quello a tutti gli altri siti, nonostante le disposizioni della risoluzione 1154 (1998);

-- L'UNMOVIC e l'IAEA avranno il diritto di ricevere dall'Iraq i nominativi di tutto il personale attualmente e precedentemente collegato ai programmi chimici, biologici, nucleari e balistici dell'Iraq e agli impianti per la ricerca, sviluppo e produzione collegati;

-- La sicurezza delle strutture dell' UNMOVIC e dell'IAEA sarà garantita da un numero sufficiente di guardie delle Nazioni Unite;

-- L'UNMOVIC e l'IAEA avranno il diritto di dichiarare, allo scopo di "congelare" un sito da ispezionare, zone di esclusione, comprese le aree circostanti e i corridoi di transito, nelle quali l'Iraq sospenderà i movimenti aerei e terrestri in modo che niente venga modificato all'interno o portato fuori da un sito in corso di ispezione;

-- L'UNMOVIC e l'IAEA avranno l'utilizzo e l'atterraggio libero e senza restrizioni di velivoli fissi e a rotazione, compresi veicoli da ricognizione con e senza pilota;

-- L'UNMOVIC e l'IAEA avranno il diritto, a loro sola discrezione, in modo verificabile di rimuovere, distruggere, o rendere innocue tutte le armi. i subsistemi, i componenti, i documenti, i materiali e altri articoli relativi proibiti, e il diritto di sequestrare o chiudere qualunque impianto o attrezzatura per la loro produzione; e


-- L'UNMOVIC e l'IAEA avranno il diritto di importare e utilizzare liberamente attrezzature o materiali per ispezioni e di confiscare ed esportare qualsiasi attrezzatura, materiale o documento preso durante le ispezioni, senza perquisizioni del personale dell'UNMOVIC o dell'IAEA o del bagaglio ufficiale o personale;

8. Decide inoltre che l'Iraq non deve commettere o minacciare atti ostili diretti contro qualunque rappresentante o personale delle Nazioni Unite o dell'IAEA o di qualunque Stato membro che agisca per sostenere qualunque risoluzione del Consiglio;

9. Chiede al Segretario Generale di notificare immediatamente all'Iraq questa risoluzione, che è vincolante per l'Iraq; esige che l'Iraq confermi entro 7 giorni da questa notifica la sua intenzione di adempiere pienamente a questa risoluzione; ed esige ulteriormente che l'Iraq cooperi immediatamente, senza condizioni, e attivamente con l'UNMOVIC e l'IAEA;

10. Chiede a tutti gli Stati membri di dare pieno sostegno all'UNMOVIC e all'IAEA nell'adempimento dei loro mandati, anche fornendo informazioni relative a programmi proibiti o ad altri aspetti dei loro mandati; compreso sui tentativi iracheni a partire dal 1998 di procurarsi articoli proibiti, e segnalando siti da ispezionare, persone da intervistare, le condizioni di tali interviste, e dati da raccogliere, i cui risultati saranno riferiti al Consiglio dall'UNMOVIC e dall'IAEA;

11. Dà istruzioni al Direttore Esecutivo dell'UNMOVIC e al Direttore Generale del'IAEA di riferire immediatamente al Consiglio qualunque interferenza da parte dell'Iraq con le attività di ispezione, come pure qualunque inadempienza da parte dell'Iraq verso i suoi obblighi sul disarmo, compresi i suoi obblighi riguardo alle ispezioni in base a questa risoluzione;

12. Decide di riunirsi immediatamente al ricevimento di un rapporto in conformità con i paragrafi 4 o 11 di cui sopra, al fine di prendere in considerazione la situazione e la necessità di una piena adempienza verso tutte le risoluzioni pertinenti del Consiglio al fine di garantire la pace e la sicurezza internazionale;

13. Ricorda, in questo contesto, che il Consiglio ha avvertito ripetutamente l'Iraq che esso affronterà gravi conseguenze per effetto delle sue continue violazioni dei suoi obblighi;

14. Decide di rimanere investito della questione.

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